Che cos’è la violenza di genere

Secondo la Convenzione di Istanbul sancita dal Consiglio d’Europa nel maggio 2011 con il termine “genere” ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini.

La Convezione definisce la   violenza nei confronti delle donne”  come una “violazione dei diritti umani” e una forma di “discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata”.

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La violenza contro le donne assume aspetti diversi a seconda dei comportamenti con cui viene agita. Può essere fisica, psicologica, economica, sessuale. Una forma particolare è inoltre costituita dai comportamenti persecutori o “stalking”.

Una delle conseguenze più drammatiche e devastanti della violenza domestica è inoltre la violenza assistita dai minori, da bambini e adolescenti sottoposti come inermi spettatori a comportamenti violenti agiti sui propri familiari.

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I dati più recenti sulla violenza di genere in Italia sono dati parziali ma altamente rappresentativi, poiché raccolti dalla più importante rete nazionale dei centri antiviolenza, il D.i.Re. Si riferiscono all’anno 2012. Ne diamo di seguito una sintesi. Va sempre tenuto presente che il fenomeno della violenza domestica e familiare resta in gran parte un fenomeno sommerso. Approfondimenti si possono trovare sul sito del D.i.Re www.direcontrolaviolenza.it , e sul sito dell’  EIGE, l’Istituto Europeo per l’Eguaglianza di Genere: eige.europa.eu

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