Forme della violenza

VIOLENZA FISICA

Violenza fisica

La violenza fisica comprende qualsiasi azione che abbia lo scopo di fare del male fisico e terrorizzare chi la subisce.

Può essere diretta: Spintoni, pugni, calci, morsi, tirate di capelli, scuotimenti, lancio di oggetti, bruciature, tentativi di strangolamento o soffocamento, uso  di armi da fuoco o da taglio… O può essere indiretta: Distruggere o sottrarre cose care o documenti importanti, malmenare amici, parenti, nuovi partner, animali..

Non pensare che questi comportamenti siano attribuiti ad un raptus o brutto carattere, non svalutare la gravità della realtà che stai vivendo. Se ti senti sbeffeggiata o denigrata con ironia pubblicamente così da attribuirti delle colpe a giustificazione di eventuali suoi “comportamenti esagerati”, Se ti colpisce soprattutto in modo che i segni non siano visibili e in parti del corpo non esposte, Se ti è capitato di subire violenza fisica, non pensare che in qualche modo sia colpa tua o che, in qualche modo te la sei meritata!

Anche se ogni volta ti chiede scusa, è molto probabile che ricapiterà. Potresti sentirti confusa per i suoi cambiamenti improvvisi, spaventata, sola.

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VIOLENZA PSICOLOGICA

La violenza psicologica include ogni atto che danneggia o può danneggiare l’identità e l’integrità di una donna. E’ meno visibile della violenza fisica perché non lascia lividi o contusioni e alcuni comportamenti possono essere attributi allo stress o alla rabbia occasionale. Questi comportamenti presuppongono sempre un esercizio di potere che si può manifestare in vari modi:

  • Attacchi verbali, urla
  • Insulti “sei stupida, fai schifo..:”
  • Svalutazioni / denigrazioni: “non capisci niente”, non sei una buona madre” non vali nulla come donna”
  • Minacce di violenza o di morte “prima o poi ti faccio vedere io…” “ti ammazzo”
  • Minacce di portare via i figli “ tanto tu non hai nulla e i figli li lasciano a me”
  • Dubbi costanti sulla  tua fedeltà “perché ti sei truccata oggi? chi devi incontrare?” “Chi è quello che ti ha saltata? Perché gli hai sorriso”
  • Criitiche costanti nei confronti dei tuoi amici, parenti, conoscenti “la tua amica non mi piace.. è meglio se non la frequenti, “i tuoi genitori sono troppo invadenti.. non li voglio in casa nostra”
  • Minacce di autolesionismo/ suicidio : “se mi lasci non so cosa faccio”
  • Minaccia di far del male a parenti, amici o conoscenti
  • Controllo costante su dove sei, cosa fai : chiamate ripetute, invio di Sms
  • Limitazioni della tua libertà e dei movimenti

Ognuno di questi comportamenti ripetuti ogni giorno per lunghi periodi possono portare a perdere la fiducia in te stessa, a sentirti come se dovessi dipendere da lui, come se non ci fosse una via di uscita. Può accadere che tu abbia paura di parlarne con qualcuno perché temi di non essere creduta.

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VIOLENZA ECONOMICA

Con violenza economica si intende il controllo della persona attraverso il denaro. Spesso viene sottovalutata perché fa riferimento anche ad alcuni comportamenti culturalmente accettati come il fatto che un uomo provveda da solo al mantenimento della famiglia. La violenza economica può essere esercitata a vari livelli e può accadere che:

  • Abbiate un conto corrente in comune, ma di fatto è lui che lo gestisce
  • Ti riconosca un mensile per le spese familiari e pretenda di sapere il dettaglio delle spese
  • Ti tenga all’oscuro di quanto guadagna, di quanto c’è sul conto etc
  • Provveda lui alla spesa decidendo cosa comprare
  • Ti neghi completamente i soldi
  • Ti obblighi a firmare documenti sulla fiducia e/o ti abbia fatto indebitare
  • Ti abbia fatto risultare intestataria di un’attività che di fatto gestisce lui
  • Ti abbia impedito di mantenere o cercare un lavoro

Il maltrattamento economico può continuare e/o verificarsi anche dopo la separazione:

  • lui si è dichiarato nullatenente per non pagare alimenti
  • non dà nulla per il tuo mantenimento o quello dei vostri figli

Non avere un autonomia economica può sentire dipendente e impotente; può farti pensare che da sola non saresti in grado di provvedere a te stessa e/o ai tuoi figli. Può farti sentire come se non avessi una via di uscita o credere che i figli verranno affidati a lui perché non hai un lavoro.

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IL COMPORTAMENTO PERSECUTORIO (STALKING)

Con il termine Stalking si fa riferimento a tutti quegli atteggiamenti e comportamenti volti a perseguitare e/o controllare un’altra persona. Tutti i comportamenti dello stalker sono finalizzati a compromettere la serenità mentale della donna e la sua libertà. Lo stalker può essere un estraneo, ma nella maggior parte dei casi è una persona conosciuta come ad esempio un ex partner. I comportamenti tipici dello stalker possono essere:

  • invio di lettere, telefonate, mail, sms o qualsiasi forma di comunicazione
  • contatti indesiderati: ti insegue, si fa trovare sotto casa o sul posto di lavoro o in altri luoghi che sa che frequenti
  • invio di regali indesiderati
  • persecuzioni sui social network sotto falso nome
  • divulgazione di foto o filmati intimi

Tutti questi comportamenti diventano molestie quando sono ripetuti costantemente e ti costringono a cambiare abitudini, aver paura, guardarti le spalle quando sei per strada.  Non ti senti più libera di uscire, di vedere chi vuoi , di vivere la tua vita perché lo stalker finisce con il condizionare le tue giornate

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VIOLENZA ASSISTITA

“Per violenza assistita da minori in ambito familiare si intende il fare esperienza da parte del/lla bambino/a di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulte e minori. Si includono le violenze messe in atto da minori su altri minori e/o su altri membri della famiglia, e gli abbandoni e i maltrattamenti ai danni degli animali

domestici. Il bambino può fare esperienza di tali atti direttamente (quando avvengono nel suo campo percettivo), indirettamente (quando il minore ne è a conoscenza), e/o percependone gli effetti”.

Quella sopra riportata è la definizione proposta dal CISMAI – Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia –  durante il suo terzo congresso nazionale  (Firenze 2003).

Rigorosi studi psicologici hanno accertato che gli effetti della violenza assistita da parte di bambini e adolescenti sono equiparabili a quelli della violenza subita, sia dal punto di vista dell’impatto emotivo, sia per quanto concerne le conseguenze sulla formazione della personalità e sui comportamenti.

Del gennaio 2011 ricordiamo una significativa ricerca dal titolo:

“Spettatori e Vittime: i minori e la violenza assistita in ambito domestico

Analisi  dell’ efficienza   del s i s t e m a   di protezione  in   Italia”, promossa da Save the Children Italia, Commissione Europea (programma Daphne), Garante dell’infanzia e l’adolescenza regione Lazio.

Il download della pubblicazione è disponibile nel sito del Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza: www.minori.it

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